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L’industria italiana degli eventi è in crescita

Numbers & Trends

l nuovo Rapporto dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), di cui CWT Meeting & Events è partner per il terzo anno consecutivo, mette in luce una dinamica positiva. Ma lascia ancora aperte aree su cui migliorare.

È stato appena presentato l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-OICE, la ricerca giunta alla terza edizione che monitora in modo continuativo gli eventi e i congressi organizzati in Italia rilevando le dimensioni, le caratteristiche e le tendenze del settore. Lo studio è promosso dall’associazione della meeting industry Federcongressi&eventi e realizzato dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - ASERI, e CWT Meetings & Events ne è partner sin dalla prima edizione.

 

«Il rapporto OICE è un riferimento fondamentale per il nostro settore, assolutamente povero di dati e indagini sul mercato - evidenzia Armando Mastrapasqua, Senior Director CWT Meeting & Events Italia, Egitto, Grecia e Marocco -. Il nostro sostegno, iniziato già nel 2015, deriva proprio dalla volontà di contribuire a colmare questa lacuna, dare più riconoscibilità al settore e mettere a disposizione di aziende e operatori uno strumento che permetta di tenere sotto controllo le dinamiche del mercato».

 

I dati relativi alla meeting industry evidenziati dalla ricerca mostrano un comparto vitale, con rialzi significativi per il numero di partecipanti (oltre 28 milioni, +8,4%) e soprattutto di presenze generate sul territorio (42,7 milioni, +21,5%), mettendo in luce l’importante impatto generato sull’economia italiana dall’industria degli eventi. Il quadro positivo è confermato anche dal progressivo aumento sia della dimensione media degli eventi, sia della loro durata media: la dimensione è passata dai 69 partecipanti medi per evento del 2014 ai 73 del 2016 e la durata da 1,2 giorni medi per evento del 2014 a 1,4 del 2016.

 

«Sono performance molto incoraggianti, che consentono di guardare con maggiore ottimismo al futuro rispetto agli anni scorsi, confermate anche nell’esperienza di CWT M&E - sottolinea Mastrapasqua -. Tuttavia nel settore non vediamo ancora quello scatto in avanti che sarebbe auspicabile e che potrebbe derivare da un impegno a livello di sistema, una strategia lungimirante e maggiori investimenti pubblici e privati».

 

Alcuni segnali positivi si registrano riguardo alla provenienza geografica dei partecipanti agli eventi, ancora in maggioranza locali (55,4%) benché in calo rispetto all’edizione precedente, nazionali per il 34,71% e di provenienza internazionale nel 9,9% dei casi. «Sebbene la direzione del mercato sia verso la crescita di eventi di più ampio respiro, registriamo ancora un pesante gap sulla vocazione internazionale rispetto ad altre realtà a noi vicine, come Austria, Francia, Germania e Spagna, che sono riuscite - grazie a investimenti mirati e sforzi condivisi anche con le istituzioni - a internazionalizzare molto di più la propria industria degli eventi. Ecco perché bisognerebbe valorizzare meglio le potenzialità dei nostri territori e sviluppare le professionalità del settore in questa direzione» fa notare ancora Mastrapasqua.

 

 



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